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Fabrizio de André

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Bocca di rosa
Rose mouth


see also the singable translation by Simon Envine

La chiamavano Bocca di Rosa
metteva l’amore metteva l’amore
la chiamavano Bocca di Rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

Appena scese alla stazione
del paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.

C’è chi l’amore lo fa per noia,
chi se lo sceglie per professione.
Bocca di Rosa nè l’uno nè l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
Bocca di Rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
………
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare".

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

Il cuore tenero non e’ una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.

Alla stazione c’erano tutti dal
commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.

A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.

C’era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
"Addio Bocca di Rosa
con te se ne parte la primavera".

Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio, chi getta un fiore,
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila
e Bocca di Rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano!

They called her Bocca di Rosa
she put love, she put love 
they called her Bocca di Rosa
she put love above everything.

As soon as she got off at the station 
in the little village of Sant’Ilario
everybody knew at a glance
that she wasn’t a missionary.

There are those who make love because of boredom,
those who choose it as a profession.
Bocca di Rosa did neither,
she did it for passion.

But passion often leads
to the satisfaction of one’s own desires
without investigating whether the object of ones lust
has a free heart or a wife.

And so it was that from one day to the next
Bocca di Rosa attracted
the fatal fury of the bitches 
from whom she had taken the bone. 
……..
And the bitches went to the chief of police,
saying, without mincing their words,
"That dirty woman has already too many clients,
even more than a food shop".

And four guards arrived
with their plumes with their plumes
and four guards arrived
with their plumes and their weapons.

A soft heart is not a quality 
for which the carabinieri are noted,
but on that occasion they unwillingly
accompanied her to catch the train.

Everybody was at the station, from the
chief of police to the sacristan
everybody was at the station
with red eyes and their hats in their hands.

To say goodbye to someone who for a little while,
without pretention, without pretention,
to say goodbye to someone who, for a little while,
brought love to their village.

There was a yellow board
with black writing on it, saying:
"Farewell Bocca di Rosa
you take spring away with you".

But unusual news
doesn’t need a newspaper:
it quickly flies from mouth to mouth
as the arrow shoots from the bow.

And at the following station were 
many more people than when she left 
some blowing a kiss, some throwing a flower,
some booking a couple of hours.

Even the priest who doesn’t despise,
whilst saying a prayer of mercy or the last rites,
the ephemeral good of beauty,
wants her near him in the procession.

And with the Virgin at the front
and Bocca di Rosa close by
he leads through the village
love both sacred and profane!

Recently all the major Italian newspapers reported that Liliana Tassio, who is believed to have been the inspiration behind the song Bocca di Rosa (Rose Mouth) by il cantautore (the singer-song-writer) Fabrizio De Andrè, had died in Genova, at the age of 88.

Published in 1967, Bocca di Rosa is a ballade dedicated to a girl of easy morale standing who arrives one day in the small village of Sant’Ilario near Genova, bringing with her love, and passion. The jealous wives of the village soon denounce Bocca di Rosa to the authorities, who expel her from the town. Escorted by the Carabinieri to the railway station, she finds that all of the village men are there to bid her farewell, including the police superintendent. But in these little communities news travel fast, and when the train arrives at the next station an even larger crowd is waiting there to welcome Bocca di Rosa, showering her with flowers and kisses. Amongst the crowd is the priest, who promptly invites the recently exiled easy going girl to participate in the procession of the Virgin Mary through their village!

comment and translation by Serena

Commento in Italiano

Ricordo che moltissimi anni fa, ero poco più che un ragazzo, lessi su un settimanale la notizia della nascita a Pordenone di un'organizzazione che, al pari di un comitato nato precedente mente a Lione, in Francia, lottava per l'affermazione dei diritti delle prostitute.
Data la mia propensione a «sostenere tutto ciò che il nemico combatte e combattere tutto ciò che il nemico sostiene», l'idea che, nel bigottismo e nell'ipocrisia imperanti, un gruppo di donne rivendicasse la libertà delle proprie scelte e del proprio corpo e, nel contempo, richiedesse a gran voce il «diritto ai diritti», mi portò a schierarmi, idealmente ma immediatamente, con loro.
Carla Corso di quel comitato fu una delle principali promotrici: ecco perché, ricollegandomi a quel mio ricordo di «simpatia militante», ho voluto che fosse lei a raccontare, come se lo raccontasse a Fabrizio, cosa provò quando si ascoltò cantata dalla voce e dalla poesia di Faber.

Forse non lo sapevi, Fabrizio, che cosa avevi fatto per me, per noi. In Bocca di rosa, in Via del Campo, mi sono specchiata. Ero una prostituta della strada e ti ascoltavo, e da dentro sentivo montare la mia dignità. Poi, grazie alla dignità sono venuti l' orgoglio e la ribellione.
Una volta siamo partite per Genova, io e Pia, apposta per vedere la tua Via Pré, la tua Via del Campo, per cercare i luoghi, le facce, le emozioni sui visi.
Avevamo avviato da poco il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute quando, intorno al 1983, ci telefonarono amiche di Genova, della tua Pré: una famiglia per bene aveva scelto una di loro come madrina del bambino appena nato, ma il prete diceva no, una donna di strada non dà garanzie.
Mancava una cosa soltanto: incontrarti. Perciò, un'altra volta, a Castelfranco Veneto, chiesi a un amico musicista che lavorava con te di farmi entrare nei camerini. Eri sorpreso, contento. Facesti chiudere la porta e rimanemmo lì. Non mi veniva una parola, emozionata e imbarazzata, proprio io che ho mangiato milioni di uomini senza imbarazzo. E tu sorridevi. Eri proprio tu. Ti ho riconosciuto subito. Che nome dare a questa sensazione?
Nell'Italia cattocomunista di quegli anni lontani essere prostituta, drogato o carcerato significava non esistere, non solo come persona ma neppure come categoria sociologica. In quanto estranei al mondo della produzione, si era condannati al non luogo del bando e del non detto. Nuda vita senza diritti. Solo un poeta autentico avrebbe potuto restituire volto e voce a questi dannati. Tu lo hai fatto con grazia e senza nulla concedere al facile buonismo. Soprattutto lo hai fatto con un radicalismo raro perché il tuo drogato, il tuo carcerato, la tua puttana sono capaci a tutt'oggi di costruire rapporti di vita gioiosi, malgrado tutto.
Il mio riconoscimento va al cattivo maestro che mi ha insegnato l'innocenza del peccato senza pentimento.
Carla Corso

English comment

I remember many years ago, I was a little more than a boy, I read a weekly news of the birth of an organization in Pordenone, like a committee created earlier in Lyon, France, fighting for greater rights for prostitutes.
Given my propensity to "support all that the enemy fights and fight everything that the enemy says," the idea that in the prevailing bigotry and hypocrisy, a group of women to claim freedom for their own choices and their body, and at the same time, loudly demanded the "right rights", leads me to take sides, but immediately ideally, with them.
Carla Corso of that committee was one of the main promoters, that's why, following on that memory of my "militant sympathy," I wanted her to tell the story, as if she would tell to Fabrizio, what she felt when she listen to herself sung by Faber's voice and poetry.

Maybe you did not know, Fabrizio, what you did for me, for us.
In Bocca di Rosa, Via del Campo, I mirrored. I was a prostitute in the street and you listened, and felt fit inside my dignity. Then, thanks to the dignity came the 'pride and rebellion.
Once we went to Genoa, Pia and I, on purpose to see your Via Pre, your Via del Campo, to search for the places, faces, emotions on the faces.
We recently launched the Committee for Civil Rights of Prostitutes when, around 1983, friends in Genoa
of your Pre, telephoned us: because a good family had chosen one of us as the godmother of their newborn child, but the priest said no, a woman of the street cannot by reliable.
It lacked only one thing: to meet you. So, again, in Castelfranco Veneto, I asked a musician friend who worked with you to get me in the dressing room. Were you surprised, pleased. You did lock the door and stay there. I didn't have a word, excited and embarrassed, I, just that I have eaten millions of men without embarrassment. And you smiled. You were just you. I recognized immediately. What name to give this feeling?
In the cattocomunist
Italy of those distant years being a prostitute, a drug addict or in prison meant not to exist, not only as a person but not even as a sociological category. As unrelated to the production world, we were sentenced to not place the call and not being said. Bare life without rights. Only a poet could return true face and voice to these damned. Thou hast done it with grace and without conceding the easy gooders. Above all you have done it with a radical rare because your addicted, your prisoner, your whore are still able to build relationships of joyful life, despite everything.
My thanks go to the bad teacher who taught me the innocence of sin without repentance.
Carla Corso

Comments from Romano Giuffrida Gli Occhi della Memoria - Tracce di ricordi con Fabrizio - Editrice Eleuthera
Translation Enrico Massetti

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