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Fabrizio de André

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Sidun (Sidone)
Sidon

Genovese dialect

U mæ ninin u mæ
u mæ
lerfe grasse au su
d'amë d'amë
tûmù duçe benignu
de teu muaè
spremmûu 'nta maccaia
de staë de staë
e oua grûmmu de sangue ouëge
e denti de laete
e i euggi di surdatti chen arraggë
cu'a scciûmma a a bucca cacciuéi de baë
a scurrï a gente cumme selvaggin-a
finch'u sangue sarvaegu nu gh'à smurtau a qué
e doppu u feru in gua i feri d'ä prixún
e 'nte ferie a semensa velenusa d'ä depurtaziún
perchè de nostru da a cianûa a u meü
nu peua ciû cresce ni ærbu ni spica ni figgeü
ciao mæ 'nin l'eredítaë
l'è ascusa
'nte sta çittaë
ch'a brûxa ch'a brûxa
inta seia che chin-a
e in stu gran ciaeu de feugu
pe a teu morte piccin-a.

Italian

Il mio bambino il mio
il mio
labbra grasse al sole
di miele di miele
tumore dolce benigno
di tua madre
spremuto nell'afa umida
dell'estate dell'estate
e ora grumo di sangue orecchie
e denti di latte
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
con la schiuma alla bocca
cacciatori di agnelli
a inseguire la gente come selvaggina
finché il sangue selvatico
non gli ha spento la voglia
e dopo il ferro in gola i ferri della prigione
e nelle ferite il seme velenoso della deportazione
perché di nostro dalla pianura al molo
non possa più crescere albero né spiga né figlio
ciao bambino mio l'eredità
è nascosta
in questa città
che brucia che brucia
nella sera che scende
e in questa grande luce di fuoco
per la tua piccola morte.

English

My baby, oh my baby, my baby,
My own baby
His fleshy ruby lips
in the honey sun
Sweet benign tumour
of your mom
Squeezed in this wet,
sultry, sultry summer
And now, a clot of blood, ears
and milk teeth
And the eyes of soldiers, like mad dogs,
who hunted the lambs
with foam at the mouth
and chased people like game
until they quenched
their wild bloodthirst
And after the bars into the throat, the bars of jail,
And in the wounds, the poisonous seed of deportation
So that nothing of us, trees, spikes or children,
May grow any more from the plain to the seashore.
Goodbye, my baby, our heritage
is hidden
in this city that
is burning, is burning
in the evening drawing near
and in this great fire light
for your little death.

 

[1984]
Testo di Fabrizio de André
Musica di Mauro Pagani e Fabrizio de André

Lyrics by Fabrizio De André
Music by Mauro Pagani and Fabrizio de André

Album: "Creuza de mä"

Dall'album in genovese "Creuza de mä" (1984), sicuramente uno dei più importanti e rivoluzionari, in ogni senso, di Fabrizio de André.

Panorama della città di Sidone vista dal castello
Panorama della città di Sidone vista dal castello



"Sidùn" è la città di Sidone, in Libano, teatro allora di ripetuti massacri durante la guerra civile che sconvolse il Libano (campo di battaglia di Siria e Israele) dal 13 aprile 1975 fino al 1991. A farne le spese fu naturalmente in massima parte la popolazione civile, soprattutto i numerosissimi rifugiati palestinesi.

La canzone è introdotta dalle voci di Ronald Reagan e Ariel Sharon alle quali fa da sfondo il rumore dei carri armati.



 
sidun«Certo, navigando non è che si incontrino soltanto Jamine o tavole imbandite con gatti in salmì spacciati per conigli selvatici, come si dice nella canzone Creuza de mä. Ci si può trovare anche di fronte alla tragedia, magari alla tragedia altrui, anche se condivisa, in quanto fratelli o figli della stessa cultura.

È il caso di Sidone, Sidùn in genovese. Sidone è la città libanese che ci ha regalato oltre all’uso delle lettere dell’alfabeto anche l’invenzione del vetro. Me la sono immaginata, dopo l’attacco subito dalle truppe del generale Sharon del 1982, come un uomo arabo di mezz’età, sporco, disperato, sicuramente povero, che tiene in braccio il proprio figlio macinato dai cingoli di un carro armato. Un grumo di sangue, orecchie e denti di latte, ancora poco prima labbra grasse al sole, tumore dolce e benigno di sua madre, forse sua unica e insostenibile ricchezza.

La piccola morte a cui accenno nel finale di questo canto, non va semplicisticamente confusa con la morte di un bambino piccolo. Bensì va metaforicamente intesa come la fine civile e culturale di un piccolo paese: il Libano, la Fenicia, che nella sua discrezione è stata forse la più grande nutrice della civiltà mediterranea.»

Fabrizio De André, intervista alla trasmissione "Mixer" (1984)

(illustrazione di Cinzia Ghigliano)

[ 1984 ]
Text of Fabrizio de André
Music by Mauro Pagani and Fabrizio de André

Lyrics by Fabrizio De André
Music by Mauro Pagani and Fabrizio de André

Album: " Creuza de ma "

From the album in Genoa " Creuza de ma " (1984) , surely one of the most important and revolutionary in every sense of Fabrizio de André .

Panorama della città di Sidone vista dal castello
Panorama of the city of Sidon view from the castle



" Sidun " is the city of Sidon , Lebanon , theater of repeated massacres during the civil war that devastated Lebanon ( battlefield of Syria and Israel) from 13 April 1975 until 1991. At the expense of course, for the most part of the civilian population, especially the large number of Palestinian refugees.

The song is introduced by the voices of Ronald Reagan and Ariel Sharon which is the background noise of the tanks.


sidun"Of course , sailing is not only that they meet Jamine or dinner tables with cats jugged passed off as wild rabbits , as they say in the song Creuza de ma . There you can find also the face of tragedy , perhaps the tragedy of others, even if shared , as siblings or children of the same culture .

This is the case of Sidon , Sidun in Genoa dialect. Sidon is the Lebanese city that has given us the use of letters of the alphabet and also the invention of the glass. I have imagined , after the attack suffered by the troops of General Sharon in 1982 , as an Arab man , middle-aged , dirty , desperate, certainly poor , which is holding his son ground by caterpillards of a tank. A blood clot , ears and teeth of milk, fat lips again just before the sun, gentle and benign tumor of his mother, perhaps his only wealth and unsustainable .

The little death that hint at the end of this song should not be simplistically confused with the death of a small child. But must be understood metaphorically as the end of civilization and culture of a small country : Lebanon , Phoenicia , which in its discretion was perhaps the greatest nurse of Mediterranean civilization. "

Fabrizio De André , interview in the program " Mixer" (1984)

(illustration by Cinzia Ghigliano )

translation Enrico Massetti lyrics English Version by Riccardo Venturi

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